Casa Marchesa
Casa Marchesa
Hospitality
Amalfi
Progetto Architetto Tommaso Brancati
Simona Della Monica
Interior Designer & Personal Curator Casamica
La visione di un’accoglienza che evolve nel tempo
Affacciata sul profilo unico della Costiera Amalfitana, Casa Marchesa rappresenta una delle più raffinate espressioni dell’ospitalità contemporanea. Un progetto che nasce all’interno dell’Hotel Santa Caterina di Amalfi e che oggi si presenta come una dimora esclusiva, capace di coniugare identità, comfort e visione.
Un tempo conosciuta come Villa della Marchesa, la residenza conserva nel suo nome una memoria importante, evolvendo però in una nuova dimensione progettuale e narrativa. Il passaggio da “Villa” a “Casa” non è solo una variazione formale, ma un vero cambio di prospettiva: più intimo, più autentico, più vicino a un’idea di lusso vissuto.
L’intervento si inserisce in un contesto naturale di straordinaria bellezza, dove ogni apertura dialoga con il mare e ogni ambiente è pensato per accogliere la luce come elemento progettuale primario. Gli spazi si sviluppano in modo fluido, alternando momenti di convivialità a zone più raccolte, mantenendo sempre una coerenza visiva e materica.
Italian Breakfast
Un momento conviviale che si costruisce attorno al tavolo LC6, dove la trasparenza del piano in vetro lascia fluire la luce e alleggerisce lo spazio. Le sedie Tulu introducono una nota cromatica delicata, dialogando con il paesaggio esterno e con i riflessi del mare.
La composizione del living di Casa Marchesa è calibrata: oggetti, fiori e dettagli quotidiani trasformano la colazione in un’esperienza visiva, prima ancora che funzionale.
Accanto, il living si distende in una dimensione più raccolta. Il divano Otto di Piero Lissoni interpreta un minimalismo morbido, fatto di proporzioni equilibrate e comfort silenzioso. È un elemento che non invade, ma accompagna, lasciando spazio alla luce e all’architettura.
A definire il ritmo dello spazio, la libreria LB7 di Poggi: verticale, leggera, quasi grafica. Un segno che struttura senza appesantire, mantenendo continuità tra pieni e vuoti.
Riflessi di luce
La cucina di Casa Marchesa si definisce attraverso un linguaggio essenziale, dove la materia diventa protagonista. Il vetro rosso barolo lucido costruisce superfici continue e riflettenti, capaci di amplificare la luce naturale e dare profondità allo spazio.
Il sistema Flos – Light Shadow accompagna questa lettura con discrezione, modellando la luce senza mai sovrapporsi. Gli elettrodomestici Gaggenau si integrano in modo silenzioso, completando un insieme in cui ogni elemento contribuisce a un equilibrio preciso.
A contrasto, il piano in marmo Calacatta Viola lucido introduce una dimensione più materica, con venature che rompono la linearità e aggiungono ritmo.
Intimità e continuità.
La zona notte di Casa Marchesa si costruisce per sottrazione, mantenendo una continuità visiva con il living ma abbassando il tono.
Nel living adiacente, il tavolino Detour di Gebrüder Thonet rafforza questa continuità: un intreccio leggero, naturale, che richiama una dimensione domestica autentica per un passaggio fluido tra giorno e notte.
Gli arredi dialogano con discrezione. La console PA’1947 di Ico Parisi introduce un segno grafico preciso, quasi architettonico, mentre i comodini Porada e le applique Flos accompagnano la funzione con eleganza misurata.
Credit
Communication → Spazio Vision